su tingiosu

La falesia di Su Tingiosu, per una altezza di circa 25 metri ed una lunghezza di circa 2000 metri, delimita il tratto settentrionale dell’Area Marina Protetta, pur non rientrando nel litorale di sua competenza, collegando il Sinis di Cabras a quello di San Vero Milis. Le bianche scogliere calcaree di “Su Tingiosu”, a picco sul mare, con una particolare stratificazione sub - parallela al livello del mare, fungono da naturale belvedere verso l’isola di Mal di Ventre.
Sono rocce formate intorno a 9 - 10 milioni di anni fa e, da allora, l’azione degli agenti meteo - marini ha lasciato il segno sui livelli più teneri.
Nicchie e fessurazioni, che percorrono lunghi tratti di scogliera e forniscono naturale riparo a specie vegetali e animali adatti alla vita della scogliera, fanno della falesia un habitat tra i più significativi della zona di frontiera tra il mare la terra.
Caratteristica costante è la presenza di alcune piccole “sorgenti” d’acqua dolce che sgorgano nei punti di contatto tra gli strati rocciosi e che scendono lungo la parete verso il mare lasciando profonde incisioni che indicano il loro percorso.
In conseguenza dell’azione delle onde, le pareti rocciose delle falesie origine sono soggette a fenomeni di crollo, di ribaltamento, di scivolamento e di smottamento; di ciò sono prova i depositi di frana o i singoli blocchi di roccia al piede delle scogliere, gli scogli affioranti e i massi sparsi sott’acqua su piattaforme di abrasione marina.
Nella zona di contatto tra la base delle falesie e il mare sono presenti numerose grotte che si sviluppano anche sotto il livello dell’acqua e che testimoniano l’azione della intensa dinamica meteo marina sulla roccia a maggiore erodibilità.
Sott’acqua la costa alta si poggia su estese piattaforme di erosione ed abrasione marina, sede di depositi di frana delle parti sovrastanti emerse. Nelle zone rupicole, la copertura vegetale, secondo una progressione mare-terra, è costituita da un mosaico di habitat che si compenetrano tra loro con specie caratteristiche come il finocchio marino (Crithmum maritimum), la frankenia, la canforata di Montpellier (Camphorosma monspeliaca).
Sono ambienti che offrono rifugio a specie animali come il macaone sardo (Papilio hospiton) e la zigena (Zygaena orana sardoa), tra gli insetti; come il cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis), tra gli uccelli, insieme a rettili come la lucertola campestre, la luscengola e il gongilo.



La falesia di Su Tingiosu vista dal mare

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