Agricoltura

Il terreno pianeggiante, facilmente destinabile a diverse colture, il clima, lo sviluppo di una agricoltura intensiva e diversa hanno certamente contribuito a diminuire la diffusione e anche la persistenza della pastorizia nel nostro territorio.
Certamente l’allevamento della pecora ha costituito fino ad una cinquantina di anni fa l’attività lavorativa di diverse famiglie di Cabras. La vendita del latte di pecora per l’alimentazione diretta e soprattutto la preparazione di formaggi tipici hanno costituito l’attività principale. Oggi sono pochissime le famiglie che allevano ovini. Il latte viene conferito a grandi centri di trasformazione per la preparazione di formaggi quali il Pecorino Romano DOP, il Fiore Sardo e tanti altri.

La coltivazione del grano, un tempo diffusissima, nei terreni pianeggianti e su gli altipiani delle colline del Sinis, costituiva la più importante attività delle numerose famiglie di agricoltori a Cabras. Le specie più coltivate erano quelle del grano duro particolarmente adatte alla pastificazione e quelle del grano tenero per la panificazione.
La preparazione del pane ha una sua storia. Negli anni ‘50 del Novecento dominava nelle colline del Sinis una particolare cultivar chiamata “grano capelli”; era un grano duro la cui resa per ettaro era decisamente bassa, ma la farina che si otteneva, da noi destinata alla panificazione, dava al pane delle caratteristiche organolettiche eccezionali.
Il pane si preparava in casa settimanalmente. Settacciando la stessa farina in modi diversi, si producevano: “follittas”; “crivascius” e “farra impia o caccois”; pani diversi, piatti i primi, lievitati, spugnosi e grandi i secondi, bianchissimi e destinati a preparare pani decorati i terzi.
Non è mai esistito da noi il pane “carasau” ed è comprensibile, essendo la preparazione di questo tipo di pane legata al modo di vita del mondo pastorale. Gli agricoltori a Cabras rientravano ogni giorno in paese dal lavoro, non era quindi necessario produrre un tipo di pane a fogli privo di umidità e che potesse conservarsi a lungo nel tempo.
I tipi di pane prodotti erano legati anche a particolari momenti della vita familiare e sociale. Così in occasioni di feste e soprattutto matrimoni, la preparazione del pane era particolarissima e venivano confezionati “pezzi” che costituivano quasi delle opere d’arte. Ovviamente era la “farra impia”, la farina bianca quella che si prestava di più a fare quasi dei disegni e ricami, uccelli, palme o corone con il pane, che con la cottura acquistavano colore dorato e sapore gradevolissimo. Da noi a Pasqua “is caccois de anguias” erano regali preziosi per i bambini. Pani che contenevano delle uova, quasi opportunamente ricamati e belli che dispiaceva quasi mangiarli. Pare che anche questo tipo di confezionamento del pane abbia un’origine araba.
Possiamo dire che è dallo stato di necessità che si è formata una diversa arte creativa “effimera” che è stata motivo di orgoglio e vanto; arte che si manifestava soprattutto in occasione dei momenti cruciali dell’anno agrario o di quello pastorale, che ha segnato e segna ancora il giorno particolare, il rito o la festa.
Il grande antropologo Alberto Mario Cirese definisce il pane “uno dei tratti culturali più intrinseci e rappresentativi della condizione sarda”.
Valorizzare la tradizione, anche nella preparazione del pane può essere la strada da percorrere per quelle nuove produzioni che cercano una collocazione nel mercato.
La Sardegna è nel mezzo delle terre del Mediterraneo del grano e del pane. Il pane è “accaungiu”, è il più importante bene alimentare, fondamento della vita, da lui nascono idee e pratiche religiose che coinvolgono l’uomo.
Oggi, praticamente scomparsa la preparazione del pane nelle case sono i panifici nati in paese ormai da tanti anni, che provvedono alla panificazione per la popolazione.
Scomparso un antico panificio quello di Piero Pinna, oggi sono quelli di Bruno Peis (Antico panificio di Boiccu), di Giovanni Poddi, dei F.lli Casula e di Matta e Madori che stanno sul mercato non solo per la panificazione per Cabras ma anche per paesi vicini.
Ottima è la qualità del pane prodotto da parte di tutti, ed è apprezzabile il fatto che in occasione delle feste vengano riproposti i pani tradizionali di una volta.

 

 Coltivazioni nel Sinis


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