industria enologica

Prima di passare alla presentazione dei prodotti enologici sarà opportuno fare alcune considerazioni. In questi ultimi anni i problemi riguardanti la produzione, la commercializzazione, l’esportazione, il consumo dei vini ecc. hanno creato non poche preoccupazioni. Se pensiamo all’ultima proposta CEE di applicare una tassa a bottiglia, c’è di che preoccuparsi abbastanza. Già abbiamo dovuto constatare la progressiva diminuzione del consumo pro capite del vino soprattutto nei paesi produttori come Italia e Francia, passando in pochi anni da 120 a 60 litri pro-capite. Ricordiamo brevemente quali cause hanno portato a questa diminuzione:
- riduzione della popolazione rurale e sua urbanizzazione;
- modificazione dei costumi alimentari determinata soprattutto dalla diversa organizzazione del lavoro;
- sviluppo del consumo di bevande alternative dovuto anche a cospicue campagne pubblicitarie;
- informazioni distorsive sul vino sotto il profilo sanitario e della genuinità;
- maggiore propensione del consumatore a spese alternative al vino.
Di contro ad un minor consumo in Italia e Francia, dobbiamo registrare un aumento negli altri paesi CEE: Inghilterra,Germania, Olanda, ecc.
Consumo che sensibilmente aumenta anche negli USA. E’ con interesse che si registra in questi ultimi anni una inversione di tendenza che riguarda l’Italia, la Sardegna in generale e anche la nostra provincia: aumenta di nuovo il consumo procapite del vino. Il consumatore diventa sempre più cosciente ed esigente; comincia a conoscere e ad apprezzare i prodotti di qualità, ne conosce le caratteristiche peculiari ed è disposto a spendere per l’acquisto purché il prodotto risponda sempre alle caratteristiche per le quali è stato apprezzato e scelto. Gli ultimi risultati, anche a livello nazionale, sulla qualità dei vini sardi (Premi in diverse manifestazioni nazionali e internazionali, al Vinitaly di Verona, menzioni, ecc.) dimostra quanto abbiamo detto. E fra i nostri vini il Vernaccia ha il suo posto preminente. Vino antico e di pregio valorizzato appieno con l’introduzione della DOC, primo vino in Sardegna ad ottenerla nel 1971, viene prodotto quasi con amore dai produttori, rispettando le antiche tradizioni apprese dagli avi e conservate nel tempo. Ma sono gli stessi che non si chiudono al nuovo e aprono le loro cantine alle recenti tecnologie,agli studi che ricercatori del CNR conducono sui lieviti floor di questo meraviglioso vino, per conoscere ancor meglio i fenomeni che riguardano i complicati processi di invecchiamento e di caratterizzazione che portano alla formazione di quell’incredibile bouquet del vernaccia.
La vite è stata coltivata in Sardegna fin dai tempi più antichi. Le ultime ricerche hanno individuato semi di vite conservati negli antichi nuraghi. Ma le testimonianze certe risalgono a periodi più recenti. Per quanto riguarda la Vernaccia vediamone in breve la sua storia. Ultime ricerche a “Sa Osa” a Brabau, ritrovati semi di vite risalenti a circa 4 mila anni A.C.
La vernaccia è coltivata nella vasta pianura miocenica del Campidano di Oristano, formata da depositi sabbiosi e argillosi del fiume Tirso nel corso dei millenni, ricchi di humus sui quali la vite ha sempre prosperato. Bennaxi e Gregori sono diversi tipi di terreno di origine alluvionale, più ricco di humus il primo e più recente, più sabbioso e più antico il secondo.
La zona di coltivazione della Vernaccia comprende la parte più a nord del Campidano di Oristano dove si trovano i paesi compresi nella zona DOC e tra questi Cabras, Solarussa, Simaxis, Silì, Siamaggiore, Milis e Baratili San Pietro. La zona era prevalentemente paludosa fino alla regolamentazione del fiume Tirso, con la costruzione della diga sul lago Omodeo e alle bonifiche molto importanti che hanno riguardato la zona di Arborea, con insediamento durante il fascismo di una colonia di coltivatori veneti, che hanno impresso alla agricoltura e zootecnia della zona un nuovo impulso.
La temperatura media della zona dove si coltiva la vernaccia è normalmente intorno ai 9° - 10° nel periodo invernale e 23° - 24° in estate. L’umidità è alta, ma la notevole ventilazione impedisce la formazione di nebbie. Le precipitazioni sono normalmente molto basse; esse si aggirano intorno a valori inferiori ai 500 mm per anno e per ettaro.I venti più comuni sono il maestrale, sempre presente e determinante,freddo, ma quasi sempre utile e lo scirocco, che noi chiamiamo levante,caldo terribilmente caldo, che arriva nella nostra zona dopo aver attraversato l’assolata pianura del Campidano di Cagliari. Non si registrano mai grandi escursioni e per le condizioni elencate, l’ambiente fisico può dirsi rispondente alle esigenze ciclo biologiche della vite.

















 - Vite e uva Nieddera
 - Vite e uva Vernaccia


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