Il Museo Civico "Giovanni Marongiu"

Il Museo, inaugurato il 28 dicembre 1997, è situato sul bordo dello stagno di Cabras, alla periferia dell’abitato. Nelle sale del Museo è in esposizione un’ampia raccolta di materiali archeologici provenienti principalmente dal sito di Cuccuru is Arrius, da Tharros e dal relitto di Mal di Ventre.
I materiali della sezione dedicata a Cuccuru is Arrius documentano una sequenza insediativa che dal Neolitico medio (V millennio a.C.) giunge fino al periodo romano. Della necropoli ipogeica di cultura Bonuighinu (Neolitico medio) sono esposti materiali di corredo, tra cui diversi idoletti femminili di tipo volumetrico, ceramiche, elementi di collana, punte di zagaglia in osso e microliti geometrici in ossidiana. All’interno della stessa sezione ampio spazio è dedicato alle ceramiche, agli strumenti litici e agli idoletti provenienti dai villaggi del Neolitico superiore, finale e dell’Eneolitico. Dall’area del tempio a pozzo nuragico, riutilizzato in età romanorepubblicana come sede di un culto agrario, provengono numerose statuine fittili femminili panneggiate e vari altri ex voto. Completano la documentazione i materiali di corredo della necropoli romano-imperiale (IIII sec. d.C.).
La sezione riservata a Tharros propone un quadro delle indagini archeologiche condotte nella città dall’Ottocento in poi. Buona parte dell’esposizione è dedicata al tipico santuario fenicio-punico, il tofet, con un’ampia documentazione grafica e fotografica che ripercorre la storia dello scavo e ne illustra i caratteri. Le numerose urne fittili, in alcuni casi con ricca decorazione dipinta, e le relative coperture offrono un’ampia esemplificazione della ceramica tipica del santuario tharrense. Le stele in arenaria, esposte nella sala centrale del Museo, ben rappresentano questa categoria artigianale con esemplari che sono tra i più caratteristici e noti del tofet della città. Alcuni piccoli oggetti rinvenuti all’interno delle urne assieme ai resti incinerati dei fanciulli, quali amuleti e altri elementi d’ornamento, ampliano la documentazione sull’area sacra. Uno spazio non secondario è dedicato ai risultati di recenti campagne di scavo condotte nel vicino quartiere artigianale. Oltre ai materiali ceramici, ai frammenti di terrecotte e di vasetti in pasta vitrea, di particolare interesse sono le scorie di ferro, i frammenti delle pareti delle fornaci e i boccolari (i tubi che consentivano l’immissione dell’aria all’interno delle stesse fornaci) che testimoniano l’intensa attività metallurgica svoltasi in età punica nella città. La Tharros romana e paleocristiana è rappresentata da manufatti ceramici e lapidei, tra cui alcune teste e frammenti architettonici in marmo, rinvenuti negli anni ’50; si segnala poi un miliario in arenaria individuato nelle campagne del Sinis.
Nella sala dedicata al relitto di Mal di Ventre sono esposti materiali recuperati in occasione delle campagne di scavo degli anni Ottanta e Novanta. Del carico, costituito da un migliaio di lingotti in piombo a sezione trapezoidale e del peso di circa 33 kg, sono stati scelti numerosi esemplari che conservano il bollo con il nome dei produttori; della dotazione di bordo, invece, sono presenti alcune delle grandi ancore, con ceppi e contromarre, due ancorotti, uno scandaglio in piombo, due macine, alcune anfore da trasporto verosimilmente destinate a contenere le riserve alimentari di bordo, numerosi chiodi in bronzo e lamine in piombo utilizzati per rinforzare lo scafo.
Sono inoltre esposte le Collezioni Pulix e Sulis; la prima, di proprietà della Regione Sardegna, comprende un centinaio di manufatti nuragici in bronzo, tra cui una navicella; la seconda, invece, è costituita prevalentemente da ceramiche rinvenute in gran parte nel Sinis.
Nell’atrio del Museo, infine, trovano spazio mostre temporanee dedicate agli aspetti archeologici e storici del territorio.



Il Museo Civico di Cabras, ingresso principale (immagine tratta da "I quaderni a.m.p 02: storia e archeologia", p. 65)



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