il sito di sa osa

Recenti indagini archeologiche condotte tra l’agosto 2008 ed il mese di dicembre 2009 in località Sa Osa, nota anche come Serra ’e Siddu, hanno evidenziato una sequenza insediativa di straordinario interesse i cui momenti iniziali risalgono all’età del Rame (III millennio a.C.), ma che si estende prevalentemente nel periodo nuragico, dall’età del Bronzo medio (1700-1365 a.C.) fino alla Prima età del Ferro (IX-metà VIII sec. a.C.). Il sito si colloca nella piana del Campidano Maggiore a circa 2 km dall’attuale linea di costa del Golfo di Oristano e a circa 500 m dalla sponda destra del fiume Tirso, occupando una lieve emergenza alluvionale che si eleva fino a 6 m s.l.m. e che degrada a sud verso il fondovalle del fiume, il cosiddetto bennaxi. Il luogo dista circa 200 m dalla località di S’Arrieddu, dove da tempo sono noti un insediamento di cultura Ozieri (IV millennio a.C.) e una tomba a cista litica di facies Campaniforme- Bonnanaro (fine III-inizi II millennio a.C.).
La prima occupazione del sito durante l’età del Rame è rappresentata da un villaggio prenuragico di facies sub-Ozieri, caratterizzato da strutture abitative infossate nel terreno. I relativi depositi archeologici hanno restituito resti di pasto costituiti da ossa di animali di varie specie e da conchiglie di molluschi marini, ceramiche sia lisce che decorate, strumenti in osso e litici in ossidiana.
La presenza umana in età nuragica si articola in almeno tre fasi. La prima, relativa al Bronzo medio (1700-1365 a.C.), è attestata da strutture abitative infossate, simili a quelle in uso nel periodo prenuragico. Il villaggio sorto nella successiva fase del Bronzo recente (1365-1200 a.C.) è caratterizzato dalla presenza di numerosi pozzi scavati accanto a strutture abitative in alcuni casi infossate nel terreno, in altri dotate di zoccolo murario. In uno di questi pozzi, profondo circa 5 m, oltre a numerosi reperti ceramici e ossa animali, sono stati rinvenuti anche semi d’uva e di fico. Il dato appare particolarmente importante in quanto costituisce la più antica attestazione della coltura della vite in Sardegna. Il villaggio nuragico del Bronzo finale-Prima età del Ferro (XII-VIII sec. a.C.) è attestato finora soltanto da pozzetti-silos, profondi circa 2 m, dotati all’imboccatura di ghiera circolare ricavata in una lastra di arenaria. Nell’economia delle popolazioni nuragiche insediate a Sa Osa appaiono particolarmente rilevanti, sulla base dei resti faunistici restituiti dai depositi archeologici, le attività dell’allevamento, della caccia e della pesca.



Settore meridionale del sito di Sa Osa in corso di scavo (immagine tratta da "I quaderni a.m.p 02: storia e archeologia", p. 27)





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