La peschiera di Mar’e Pontis

La peschiera di Mar’e Pontis, insieme alle altre dello stagno di Cabras, continua ad essere, come nel passato, una risorsa produttiva fondamentale per l’economia del paese. Essa è compresa all’interno di una fitta rete di canali che collegano lo stagno al mare.
Al tempo dei giudici d’Arborea lo stagno e le sue peschiere facevano parte del demanio e tali continuarono a restare sotto il dominio aragonese e nei primi secoli della dominazione spagnola, fino a che nel 1652 il re Filippo IV non vendette i diritti di pesca a Girolamo Vivaldi. Nel 1853 i Pasqua Vivaldi cedettero gli stessi diritti alla famiglia Carta di Oristano; dal 1982 lo stagno, acquisito dal demanio regionale, è gestito da un consorzio di pescatori.
Il complesso della peschiera di Mar’e Pontis comprende diverse strutture, alcune risalenti al Settecento, ma la maggior parte costruite tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento: 1) Su Poazziu (il “Palazzo”); 2) S’omu ’eccia (la casa vecchia); 3) Su magasiu nou (il magazzino nuovo); 4) S’omu noa (la casa nuova); 5) Sa coxia (la cucina); 6) S’omighedda de affumai (la casetta per affumicare); 7) Stai de gruppisi (loggiato per la vendita del pesce); 8) S’omu de su fiau (la casa per sorvegliare la pesca delle anguille); 9) S’omighedda de su sai (la casetta del sale); 10) Barraccheddas de castiu (le piccole baracche per la guardia); 11) Sa cresiedda de Santu Bissenti (la chiesetta di S. Vincenzo); 12) S’osteria (la rimessa dei cavalli e dei calessi dei padroni).
Su Poazziu, una torre di pianta rettangolare, su due piani con terrazza, aveva la funzione di proteggere l’attività che si svolgeva nell’adiacente peschiera e di custodire gli attrezzi da lavoro; l’edificio è databile al Settecento. La chiesetta di S. Vincenzo (Santu Bissenti), costruita in mattoni crudi, risale probabilmente allo stesso secolo. Le altre strutture erano funzionali alla cattura dei pesci, alla custodia dell’attrezzatura, alla vendita del pescato, alla trasformazione della bottarga e all’affumicagione dei muggini oltre che alla conservazione del sale; altre ancora erano riservate alla vita e al riposo dei pescatori. Recentemente alcune di queste costruzioni sono state sottoposte a restauro conservativo.
































 - Su stai de gruppisi e sullo sfonfo s'osteria
 - Le chiuse (lavorieri) della peschiera
 - Chiesa di San Vincenzo
 - Su magasiu nou, s'omu 'eccia e Su Poazziu

(immagini tratte da "I quaderni a.m.p 02: storia e archeologia", p. 62 e 63)


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